NEL CUORE DELLA RISERVA NATURALE DI CASTELVECCHIO

a 10 km circa di San Gimignano, Castelvecchio nacque come insediamento umano tra il sesto e il settimo secolo d.c., anche se le notizie documentarie più antiche risalgono alla metà del XII secolo affermando l’appartenenza di Castelvecchio ai vescovi di Volterra.

UN PO’ DI STORIA

Questa città fortificata vide il suo massimo splendore nell’anno 1.000 dove la sua posizione strategica, la rendeva centrale rispetto alla Via del Sale ed alla Via Francigena, percorsi importanti per evitare i Bizantini.

Nel 1100

divenne divenne libero che poteva ospitare oltre 500 persone, che prevalentemente si dedicavano all’agricoltura. Grazie alle Cave di Calcare e alle Miniere di Argento nascoste nella Riserva Naturale, alla fine del 1200 Castelvecchio divenne anche un piccolo “Eldorado dell’argento” con cercatori che affluivano da tutte le parti d’Italia che diedero la possibilità alla popolazione locale, di arricchirsi velocemente. Testimonianza del benessere di quei tempi, l’affresco ordinato ad un pittore senese per la Chiesa di San Frediano i cui resti sono tutt’ora visibili.

L’ antico Borgo diventò un avamposto di frontiera al confine tra le due città rivali, la Guelfa Volterra e la Ghibellina San Gimignano, che se la contesero e rimasero protagoniste di continue guerre fino agli inizi del 1300.

Nel 1308

la cittadella passò sotto il Comune di San Gimignano, che ne fece baluardo difensivo a causa della sua posizione strategica.

Intorno al XIV secolo

cominciò la decadenza di Castelvecchio inizialmente contando sempre meno paesani, successivamente nel 1352 fu sconvolta da un terribile terremoto, ma nell’anno 1485 scoppiò una violentissima epidemia di peste che rese il paese medievale completamente disabitato.

LA RISERVA NATURALE OGGI

Oggi di questo borgo medievale immerso nel bosco, rimane solo le fondamenta di diversi edifici, le mura del Castello, la chiesa con le pareti rimaste abbastanza intatte, un mulino con delle macine in pietra, una enorme cisterna di acqua piovana, una torre, un abbozzo di ponte levatoio e una splendente natura che compone la riserva naturale e che invece non ha mai smesso di vivere, in un incontaminato e lussureggiante bosco di Cerri, Querce e Lecci e diventando meta, in inverno, del rarissimo Falco Pellegrino.

riserva naturale

 

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